I chetoni esogeni, la nuova moda del momento

chetoni esogeni

Negli ultimi tempi sta spopolando la moda dei chetoni esogeni, fantomatici integratori che andrebbero a diminuire il senso di fame, portando anche al dimagrimento e a tutti i benefici delle diete chetogeniche, senza effettivamente seguire un regime alimentare di questo tipo.

Di chetoni esogeni se ne parla da molto tempo, in realtà gli studi si basano sui loro effetti nel trattamento delle malattie neurodegenerative (ambito in cui sono nate le diete chetogeniche) e gli effetti sugli sportivi di endurance, ma sono studi condotti sui topi o su campioni poco significativi.

Allora perché se ne parla tanto? Perché sembra essere la nuova moda lanciata da alcune aziende basate sul multi-level. Il modus operandi è sempre lo stesso, clienti che vendono e che invitano all’acquisto. I metodi di reclutamento sono dal più semplice passaparola tra amici e parenti, al reclutamento tramite gruppi facebook, dove si sono lanciate delle pazze gare di perdita di peso, una challenge di 10 giorni in cui le persone del gruppo si sfidano a perdere più peso possibile.

Partiamo dal presupposto che se un integratore non viene prescritto/consigliato da un medico, nutrizionista, dietista o farmacista, ma viene pubblicizzato dalla “signora Maria” che non ha superato neanche l’esame per la patente, qualche dubbio mi viene, ma cerchiamo di capire se questi prodotti siano utili.

Partiamo dalla conoscenza della chetosi, esso è uno stato fisiologico, assolutamente naturale, in cui il corpo si trova in condizione di digiuno prolungato o in assenza di carboidrati. In queste condizione il corpo, per sopravvivere, avendo carenze di carboidrati/zuccheri, utilizza i corpi chetonici come fonte energetica. I corpi chetonici sono tre composti normalmente presenti nel sangue in piccole quantità, questi sono prodotti nel fegato a partire dai lipidi (grassi) presenti nel tessuto adiposo. I due corpi chetonici utilizzati a fini energetici sono l’acetoacetato e il β-idrossibutirrato, il terzo, l’acetone viene eliminata con le urine e la respirazione, causa “dell’alito pesante”.

Lo stato di chetosi porta diversi adattamenti metabolici, in particolare:

  • liberazione di acidi grassi dal tessuto adiposo;
  • riduzione della glicemia, che si stabilizza rapidamente su valori intorno a 80 mg/dl;
  • riduzione della concentrazione di insulina, il principale ormone anabolico dell’organismo;
  • aumento del rilascio di glucagone, ormone antagonista dell’insulina;
  • aumento del rilascio di adrenalina e noradrenalina, ormoni che favoriscono la mobilizzazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo;
  • aumento della concentrazione plasmatica dei corpi chetonici

L’adattamento più interessante, dal punto di vista fisiologico e nutrizionale, è che il corpo, non avendo a disposizione carboidrati tenderà ad utilizzare i grassi come fonte energetica (per produrre corpi chetonici), il che porterà a sfruttare il tessuto adiposo. Inoltre il corpo tenderà ad essere più efficiente; mettiamola così, se diamo poche fonti energetiche, il nostro corpo, tenderà a sfruttarle al massimo, questo potrebbe essere anche la base per “rieducare” il metabolismo ad utilizzare i carboidrati.

Ovviamente lo stato di chetosi implica un aumento ematico dei corpi chetonici. Bisogna sottolineare che questo stato indotto con la dieta non va confuso con lo stato di chetoacidosi metabolica diabetica, che è molto pericoloso e che molti colleghi nutrizionisti, medici o istruttori di palestra (che comunque non avrebbero voce in capito) non hanno ancora imparato a distinguere e quindi sconsigliano le diete chetogeniche.

Per indurre la chetosi, come detto, sono necessarie diverse ore di digiuno, o un periodo più o meno lungo di assenza di fonti di carboidrati. In generale una dieta chetogenica ha come fonte energetica principali i grassi, che arrivano anche all’80% delle calorie giornaliere, il 25% viene apportato dalle proteine (quindi non si può definire una dieta iper-proteica) e il restante 5% dai carboidrati.

Quindi a che servono i chetoni esogeni?

I produttori dichiarano che utilizzando dei chetoni che provengono dall’esterno, in circa 60 minuti si istaurerebbe uno stato di chetosi senza una dieta povera di carboidrati o senza un digiuno.

Gli studi che ci dicono?

In realtà non molto, il campo dove sembrano essere più utili è nella terapia delle patologie neurodegenerative, dato che i corpi chetonici sembrano migliorare l’attività neurologica. Risultano quindi terapeutici per i soggetti che soffrono di emicrania, di attacchi epilettici, di Parkinson o di altre problematiche neuronali. In realtà sono tutti studi condotti sui topi, ma che hanno portato a dei risultati incoraggianti. Ricordo che in questo ambito è ormai assodato l’utilizzo di dieto chetogeniche, che hanno dimostrato moltissimi effetti benefici e terapeutici.

Altro ambito studiato è quello degli sport di endurance, in particolare ciclismo, running e trihatlon. Essendo i corpi chetonici dei carburanti molto efficienti, probabilmente sono in grado di migliorare la resa energetica a livello dei mitocondri, migliorando l’efficienza di utilizzo del glicogeno muscolare, stimolando l’utilizzo dei grassi a livello muscolare, preservando il glicogeno. Ad oggi gli studi sono molto contrastanti, la teoria sembrava molto valida ma, ad oggi, gli studi non hanno portato ad un’evidenza scientificamente valida.

Studi sul dimagrimento?

Consultando Pubmed (la banca dati scientifica più importante al mondo) si trovano 2 studi interessanti:

  • Safety and Tolerability of Sustained Exogenous Ketosis Using Ketone Monoester Drinks for 28 Days in Healthy Adults - dice sostanzialmente che sono prodotti che non fanno male e che il loro utilizzo sembra essere sicuro, almeno sui 28 giorni di studio, non conosciamo gli effetti a lungo termine;
  • A Ketone Ester Drink Lowers Human Ghrelin and Appetite - ha dimostrato che il consumo di chetoni esogeni, dopo 60 minuti dall’ingestione diminuisce l’insulina post pasto, si è evidenziato una diminuzione nel sangue di GLP‐1,PYY e di Grelina, ormoni che stimolano la fame. Inoltre i soggetti riferivano di avere meno fame anche dopo 2 ore. Il problema che è uno studio condotto solamente su 15 persone e normopeso, inoltre non dimostra nulla nel lungo tempo, quindi valore statistico 0! Potrebbe essere un punto di partenza;

Gli studi attuali non permetterebbero di gridare al miracolo e a mio avviso un po’ poco per decidere di spendere soldi in questi prodotti. Inoltre c’è una cosa molto importante, che le aziende hanno sottovalutato, che a noi nutrizionisti i corpi chetoni non servono a nulla!! Mi spiego meglio, al fine del dimagrimento non servono i corpi chetonici ma bensì la chetosi, ci interessano tutti quelli adattamenti che portano il corpo ad essere efficiente, che stimolano la liberazione e l’utilizzo dei grassi, che mantengano a lungo bassa la glicemia e l’insulina e che mantengano alto il glucagone. Tutto questo non si può ottenere utilizzando solo chetoni esogeni!!

Ultimo aspetto da non sottovalutare è l’autorizzazione alla vendita. Abbiamo detto che vi è uno studio sulla sicurezza d’uso, ma in realtà cercando questi prodotti o i loro produttori nel registro degli integratori autorizzati dal ministero della salute (sito ufficiale) non si trova nulla. Quindi, ad aggi, o non sono venduti come integratori o prodotti sanitari, ma bensì come semplici bevande, o non sono autorizzati e non potrebbero essere commercializzati in Italia.

In definitiva, se non fate attenzione a ciò che mangiate i chetoni esogeni non serviranno a nulla, cercare scorciatoie o metodi miracolosi vi farà solo alleggerire il portafoglio.

Cercate un bravo professionista e seguite lui, il suo percorso e la sua professionalità, non i consigli della “signora Maria”!!

 

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Commenti

Vittoria (non verificato)

Ho trovato interessante l'articolo, tuttavia mi sento di contestare la frase che dice che ciò che è utile ai fini del dimagrimento è la chetosi. No, ciò che è utile è il deficit calorico! La chetosi è una condizione particolare, le diete chetogeniche infatti sono molto delicate e sono consigliate solo in particolari casi.

Lun, 28/03/2022 - 21:08 Collegamento permanente
Dott. La Pinta

In risposta a di Vittoria (non verificato)

Buonasera, mi fa piacere che le sia piaciuto, ovviamente l'articolo era basata sul concetto di dieta Chetogenica, davo per assodato che si parlasse di dieta ipocalorica per il dimagrimento, però si è corretta l'affermazione, un protocollo Chetogenica normocalorico potrebbe essere applicato per diverse terapie.

Per quanto riguarda il concetto di dieta"pericolosa" non lo sono, ci sono così tanti studi sulla sicurezza d'uso. Ovviamente prima di applicare una dieta simile bisogna valutare le patologie in essere più eventuali analisi ematiche. 

 

Lun, 28/03/2022 - 22:05 Collegamento permanente

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