Le malattie autoimmuni - trattamento dietetico

by Valerio / 13 Gen, 2022 / Dieta , patologie autoimmuni / 1 comments

Le malattie autoimmuni sono patologie caratterizzate da una reazione del sistema immunitario verso sé stesso, esso riconosce i tessuti e gli organi del nostro copro come “minacce”.

Sono note decine di malattie autoimmuni e ciò che le accomuna è la reazione anomala del sistema immunitario. Le strutture che possono essere danneggiate sono i vasi sanguigni, il tessuto connettivo, le ghiandole endocrine (ad esempio la tiroide o il pancreas), le articolazioni, i muscoli e la pelle.

Esempi di patologie autoimmuni sono la malattia di Addison, la celiachia, la dermatomiosite, psoriasi, il morbo di Graves, la tiroidite di Hashimoto, la miastenia gravis, la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide, la sindrome di Sjogren, il lupus eritematoso sistemico e il diabete di tipo1. Sono disturbi cronici modulati da diversi aspetti come Stress, inquinamento, stile di vita, obesità, disbiosi ecc..

La caratteristica principale, e comune a tutte, è lo stato INFIAMMATORIO, che quindi deve essere trattato.

Quali sono i punti essenziali?

  • Riequilibrare il rapporto omega 3/ omega 6, gestendo meglio dieta ed integrazione;
  • Migliorare lo stato metabolico, evitando l’obesità e cercando di svolgere attività fisica specifica;
  • Carenze di vitamina D,  non pesante “Sono giovane o vado al mare quindi non ho problemi!”, l’integrazione con colecalciferolo (forma attiva della vitamina D) è molto utile se non essenziale in molti casi;
  • Istamina, molecola pro-infiammatoria contenuta in molti alimenti (crostacei, carne, formaggi ecc..);
  • Mutazioni genetiche (MTHFR o GST), in questi casi possono essere necessari integrazioni specifiche, come glutatione, folati e/o Vitamina B12.

 

Quindi cosa mangio e cosa elimino?

  • Elimina il glutine, proteina infiammatoria contenuta in molti cereali e derivati, quindi pasta, pane, orzo, avena ecc…. sono concessi riso, mais, grano saraceno, miglio, quinoa o amaranto;
  • Caseine, proteina contenuta nel latte e suoi derivati, spesso si pensa al lattosio, ma il problema principale è la componente proteica che risulta infiammatoria, in questo caso andremo ad eliminare tutti i latticini o quasi;
  • Legumi, quindi soia, fagioli, ceci e tutti i loro derivati, essi non solo compromettono il microbiota intestinale (che risulta già compromesso) ma contiene degli anti nutrienti infiammatori;
  • Carne e derivati, principalmente di maiale per la presenza di istamina, ma anche per il sale, solfiti e conservanti vari presenti nei salumi;
  • Prodotti in scatola, per la presenza di istamina;
  • Solanacee, sono una famiglia di angiosperme dicotiledoni (vegetali) contenente solanina, con potere infiammatorio, alcuni esempi sono il pomodoro, peperoni, melanzane, patate, peperoncino.

 

La dieta dovrebbe essere gluten-free, con assenza o quasi di prodotti in scatola, carne o pesce contente istamina, ma via libera ala carne bianca, rossa o uova soprattutto se BIO; Tra le proteine vegetali preferire i piselli, così come è importante abbondare con i vegetali, escludendo quelli menzionati in precedenza. I grassi sono anch’essi concessi, soprattutto l’olio extravergine di oliva, frutta secca (escludendo gli istamino liberatori), burro chiarificato e gli olii MCT come il cocco.

È essenziale essere seguito da un pool di specialisti, come endocrinologo, dermatologo, gastroenterologo e nutrizionista, tutte figure essenziali per studiare il trattamento farmacologico e non specifico per il caso in esame.

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