Pancia gonfia, dolori addominali, intestino irritabile? Protocollo FODMAPs

by Valerio / 12 Mar, 2021 / Dieta , Alimentazione funzionale , Alimenti , Dimagrire / 0 comments

Molte persone soffrono di disturbi ricorrenti a livello gastro-intestinale. Circa il 10-15% della popolazione adulta di tutto il mondo è affetta da sindrome dell’intestino irritabile o IBS (Irritable Bowel Syndrome), in Italia chiamata impropriamente “colite”.

Ad oggi non è classificata come una patologia vera e propria, a dirla tutta alcuni medici non credono neanche che esista veramente. Possiamo definirla come un’alterazione delle funzionalità intestinale, con comparsa di disturbi quali gonfiore, dolore, alvo alterato (stipsi e diarroico). Questo disturbo è fortemente influenzato dallo stato emotivo e psicologico del soggetto, per questo definito anche disturbo dell’asse cerebro-intestinale.

La natura psicologia della sindrome la rende molto soggettiva ma dai tratti abbastanza comuni. Quasi tutti i soggetti dichiarano un alvo alterato, sia in fase diarroica che di costipazione, spesso alterno. E’ una sindrome che determina uno stato cronico di gonfiore e tensione addominale, spesso accompagnato da dolore e produzione di gas.

Non è una problematica con un decorso grave, né associato a patologie particolari. Rimane un disturbo fastidioso, che può protrarsi nel tempo e che altera il buono stato di salute dell’individuo.

La parola “irritabile” è legata al fatto che è una sindrome fortemente influenzata dal sistema nervoso e dall’asse sistema nervoso – muscoli. Infatti è una sindrome legata ad un’alterazione della funzione delle terminazioni nervose a livello della muscolatura gastro – intestinale.

Stress emotivo, ansia, depressione e tutte le problematiche somatizzanti influenzano e aggravano l‘IBS.

L’IBS non essendo una vera patologia non ha una terapia univoca e sicura. Però Abbiamo la certezza che agire sulle cause emotive e sulla dieta, possa diminuire (anche di molto) i fastidi avvertiti.

Dal punto di vista della dieta, uno dei protocolli più usati e studiati è la dieta a basso apporto di FODMAPs.

FODMAP è la sigla di “Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli”, sono una serie di carboidrati a corta catena, quali lattosio, fruttani, fruttosio, galattani e polialcoli; vengono scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e sono capaci di richiamare e trattenere liquidi, che si accumula a livello intestinale. Inoltre risultano essere un terreno favorevole per la flora batterica patogena.

I FODMAPs sarebbero in grado, visto le loro proprietà, di aumentare l’intensità dei sintomi della IBS. Le fonti di questi zuccheri sono:

•             zucchero da tavola e gli alimenti che lo contengono come succhi di frutta, snack, merendine, bibite, dolci, caramelle e chewing gum anche quelle senza zucchero perchè contengo i polialcoli,

•             miele e melassa,

•             latte e derivati: formaggi, burro, gelati, yogurt,

•             frutta fresca ed essiccata,

•             cereali e cereali raffinati: farina bianca e derivati (pane, grissini, focacce…),

•             alcune verdure: aglio, cipolla, cicoria, carciofi, broccoli e cavoli, finocchi, funghi,

•             legumi.

Il protocollo più in uso è quello descritto dalla “Monash”, si inizia escludendo tutti gli alimenti non ammessi perché ricchi di FODMAP e a limitare quelli a medio contenuto, questo sempre in base ai sintomi e disturbi del soggetto.

Dal momento che i FODMAP sono carboidrati, tutti i cibi che non contengono carboidrati come la carne, il pesce, le uova, o tutti i tipi di olio, sono ammessi.

Dopo circa 2-4 settimane, o in assenza dei sintomi, cioè quando il gonfiore è migliorato, il transito regolarizzato e lo stato di salute sarà migliorato, si può cominciare a reintrodurre i cibi non ammessi o ammessi in parte, uno per volta o per gruppi. Questa fase è cruciale per la riuscita del protocollo, reintrodurre in maniera errata un alimento può far ripresentare i disturbi.

Tieni presente che la maggior parte delle persone che provano la dieta riportano un miglioramento dei sintomi del 75-80%. La dieta “low FODMAP” non cura il colon irritabile, che purtroppo è un disturbo funzionale dell’intestino da cui non si può guarire del tutto, ma permette di migliorare e tenere sotto controllo i sintomi.

L’IBS è spesso associata ad una disbiosi, cioè ad un’alterazione dei ceppi batterici presenti nel nostro intestino, che devono essere riequilibrati; Vi ricordo che definiamo l’intestino il nostro secondo cervello!

E’ importante iniziare una cura con fermenti lattici, meglio se ceppo specifici e aggiungere prebiotici per aumentare l’attività dei microrganismi “buoni” già presenti.

Per la buona riuscita del protocollo descritto è necessario essere seguiti da specialisti in grado di valutare al meglio i sintomi e adattare la “terapia” al caso specifico.

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