La dieta contro il mal di testa

by Valerio / 22 Giu, 2020 / Dieta , Emicrania , Mal di testa , Nutrizione , Nutrizione funzionale / 0 comments

Emicrania e cibo

Questo periodo di cambiamenti stagionali e repentino aumento della temperatura, favorisce la comparsa di emicranie. Molte persone convivono con forti dolori a livello cefalico cronicizzate da tempo, lunghi periodi di mal di testa, quasi invalidanti e che compromettono la qualità della vita.

La dieta non è mai la causa, almeno per i casi cronici, ma può essere un grande aiuto in termini terapico-preventivo.

Gli alimenti scatenanti di emicranie contengono per lo più sostante psicoattive o vasoattive, ciò tutti quegli alimenti che attivano una risposta neurologica, come il caffè, il thè e gli alimenti che stimolano la secrezione di adrenalina/noradrenalina, oppure alimenti che determinano una vasodilatazione o vasocostrizione come l’alcol etilico, il glutammato monosodico dei dadi da brodo, il sale o gli alimenti molto freddi.

Tra le sostanze emicranie stimolanti ritroviamo le ammine biogene, sono delle sostanza derivate dagli amminoacidi e naturalmente presenti negli alimenti. Tra le ammine biogene quelle più interessanti sono l’istamina, la Feniletilamina e la tiramina.

L’istamina determina degli effetti simili agli shock anafilattici come nelle reazioni allergiche, libera adrenalina e noradrenalina e stimola la muscolatura liscia come quella del cuore. Ne sono ricchi le banane, le carni rosse e salumi, pesci e molluschi, agrumi, ananas, cioccolato, birra, vino e prodotti fermentati in genere, come i formaggi stagionati.

La feniletilamina stimola il rilascio di adrenalina, ha azione stimolante a livello encefalico e aumenta la pressione sanguigna, è fortemente presente nel cioccolato e nel cacao, negli agrumi, frutti di bosco e vino.

La tiramina determina vasocostrizione, aumento della glicemia e altera il battito cardiaco, ne sono ricchi lo yogurt e i formaggi stagionati, carni e pesci in scatola e/o stagionati, vino rosso e salsa di soia.

Oltre agli alimenti vi sono dei comportamenti che stimolano, nei soggetti predisposti, le cefalee. Sono da sconsigliarsi lunghi periodi di digiuno, in quanto causa fluttuazioni della glicemia, anche semplicemente saltare i pasti, ma anche consumare pasti troppo abbondanti e ricchi di zuccheri, meglio piccoli pasti ma frequenti. Il consumo di bevande molto fredde può determinare vasocostrizione e dolore a livello encefalico. In fine è da evitare la forte disidratazione, le persone che bevono poco o che tendono ad avere una forte sudorazione, senza il reintegro dei liquidi, possono incorrere in forti emicranie.

La dieta non è ancora riconosciuta come una terapia nel trattamento delle emicranie, ma ad oggi esistono dei protocolli studiati per questo problema. Una tra le diete più utilizzate, e che ha molteplici pubblicazioni in merito, è la dieta Chetogenica, cioè una tipologia di dieta in assenza di carboidrati (circa il 5% delle calorie), normo proteica e iperlipidica che porta alla formazione di corpi chetonici. Questi ultimi sono una fonte di energia in caso di mancanza di glucosio, molto più efficiente nel formare ATP e che andrebbe ad agire in maniera terapeutica sulle cefalee, sugli attacchi epilettici, su patologie neurodegenerative come l’Alzheimer. Molti centri specialistici stanno adottando con successo protocolli dietetici di tipo chetogeno in soggetti con patologie neurologiche, Ovviamente un piano di tipo chetogenico deve essere sempre stilato da una figura professionale adatta, quali medico, nutrizionista o dietista.

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